Pubblicato il: 05/03/2013 - Autore: M.B. x Infomotori.com

Suzuki Burgman 650 provato su strada lo scooter ammiraglio Suzuki

Test ride dello scooter ammiraglio della flotta Suzuki che è stato ulteriormente perfezionato. Suzuki Burgman 650 rappresenta la definitiva interpretazione di spostamento urbano con lusso

Suzuki Burgman 650: 10 anni di storia
Sembra ieri, eppure sono passati già dieci anni dal debutto sulle strade italiane del Suzuki Burgman 650, dieci anni caratterizzati da un buon gradimento da parte degli acquirenti, che sono stati in totale oltre 83.000.
Sono proprio gli utenti il punto chiave del nuovo Burgman 650, perché questi, interrogati su cosa avesse il loro scooter che si potesse migliorare, non hanno evidenziato grandissime problematiche, ma pochi particolari che andavano limati.
Sulla scorta di questa ricerca, Suzuki ha deciso che era comunque giunto il momento di rinnovare il suo progetto, rivedendone l’aspetto estetico e aggiungendo quei dettagli che nel corso di tutto questo tempo, hanno preso piede nel mondo degli scooter.
Il designer Yoshinori Kohinata, già autore della Hayabusa del 2008 e della Gladius dell’anno successivo, è stato chiamato a concepire un mezzo che potesse essere riassunto in “valoroso ed elegante”. Bozzetto dopo bozzetto il designer ha tratto il nuovo Burgman 650, ispirandosi dichiaratamente al mondo delle auto europee, per quanto riguarda le linee e le superfici, miste ad un richiamo orgogliosamente nipponico, come la seta.
Al di là del piacere estetico puro, il nuovo Burgman presenta fanali anteriori più grandi con luci di posizione a led, la parte posteriore più snella, i cerchi neri ed un nuovo cockpit, ancora d’ispirazione automobilistica: due grandi quadranti analogici circolari per velocità e giri motore ed un display, retroilluminato bianco, in cui sono raggruppate tutte le altre informazioni in modo più funzionale e meglio visibile della versione precedente; completa il tutto un nuovo terminale di scarico a sezione triangolare, come “tradizione” della casa di  Hamamatsu.

All’interno del motore del Burgman
È forse una delle frasi più famose, non c’è bar in cui non sia stata pronunciata né rivista che non l’abbia pubblicata almeno una volta: squadra che vince, non si cambia!
Sintetizziamo così ciò che riferiscono quelli della Suzuki che, avvalendosi dei consigli e delle richieste di migliorie dei propri clienti, ha deciso di risolvere solo qualche lieve imperfezione rimasta ad un progetto motoristico ormai attestato, collaudato e perfezionato.
Inutile a dirsi che non è sfuggita alla Suzuki l’importanza dell’aumento del carburante, nella vita delle persone, motivo per cui sono riusciti ad ottenere, con piccole modifiche, una riduzione del 15% sui consumi, mentre l’adozione del nuovo terminale, oltre a svolgere le già dette funzioni estetiche, consente l’omologazione Euro3 e risulta già pronto per la Euro4.
Quello che lamentavano maggiormente gli intervistati, era la difficoltà di movimento da fermo, sia a causa della mole del mezzo, sia per l’attrito, soprattutto in retromarcia, derivante dalla trasmissione. Il nuovo design delle pedane, così, diminuisce il “punto vita”, consentendo una migliore posizione delle gambe in manovra, mentre l’attrito della frizione è stato ridotto del 35%.
Anche il cambio automatico CVT è stato rimappato, per eliminare un altro appunto fatto dai clienti, ossia un eccessivo effetto on/off nella guida del mezzo.

Il lusso del Burgman
La chiara vocazione del Burgman è di essere un’ammiraglia degli scooter, un comodissimo ed efficientissimo salotto sfrecciante, capace di portare litri e litri di bagaglio nel massimo comfort.
Per un contenimento dei pesi ed aggiornamento generale, l’ABS del Burgman passa ad un nuovo Bosch che attualmente si conferma uno dei maggiori produttori nel campo, con centraline dal peso contenutissimo ed ottimi tempi di analisi dati.
Il sottosella continua ad essere molto ampio, tra i maggiori in circolazione, mentre il display si arricchisce della spia ecodrive che segnala quando si sta guidando in modo ottimale, dal punto di vista dei consumi.
Sempre molto rapido ed efficiente il parabrezza elettrico, mentre i vani portaoggetti del retroscudo sono stati variati in inclinazione, rendendo più improbabile una casuale perdita del contenuto.
Se tutto questo non bastasse, si può disporre della versione Executive che offre anche manopole riscaldate, sella pilota e passeggero riscaldate e schienalino per il passeggero.
Le colorazioni sono tre: bianco perla, nero lucente e grigio opaco; il costo sarà, fino al 31 maggio 2013 in promozione, di 9.900 € f.c. il modello base e 10.490 € f.c. l’Executive, mentre il prezzo, dopo tale data, è ancora da stabilire esattamente, ma si dovrebbe attestare sui 400 € in più, circa.

In giro col Burgman 650
Grande, imponente, elegante: così subito si presenta il Burgman che, soprattutto nella colorazione grigio opaca, potrebbe tranquillamente figurare in un corteo presidenziale.
Sul Burgman non ci si siede o si sale semplicemente, si sale a bordo. Si è subito colpiti dalla quantità di dispositivi, dalla poltrona che ti avvolge e ti dice di metterti comodo. Nel traffico cittadino, che subito ci troviamo a dover smaltire, si comporta bene per la sua mole, ed ha guadagnato maneggevolezza nelle manovre da fermo, mentre dà il meglio di sé una volta fuori dalla città, quando sicuro e deciso si innesta in curva e ricorda una cruiser, a modo suo. La mappatura del motore, nella modalità automatica, suggerisce una guida fluida e regolare, mentre passando ai comandi manuali consente anche di poter gestire il motore per una guida un po’ più briosa.
L’impianto frenante è adeguato alla mole e caratteristiche del mezzo e l’ABS risulta un alleato fondamentale per le eventuali frenate brusche.
Il rovescio della medaglia di un tale esubero di tecnologia, di dispositivi e funzioni, facilmente ed immediatamente azionabili, risiede forse nel fatto che sul Burgman ci siano decine di comandi per le più disparate funzioni, dai comandi del cambio, alla selezione della modalità di guida, il parabrezza elettrico, le manopole riscaldate e ancora frecce, clackson e quello che di solito serve, rendendo i blocchetti, quello sinistro in particolare, un po’ affollati e richiedendo di dare uno sguardo prima di azionare ciò che si cerca.
Nella guida, infine, sia col cambio automatico che manuale, risulta migliorato l’effetto on/off, rendendo il Burgman ancora più indicato per una guida regolare.
Come da premessa, anche alla guida, il Burgman si conferma il mezzo valido che ormai tutti conoscono, capace di soddisfare le esigenze di chi lo sceglie, ma ora in una veste più moderna, con un motore ulteriormente rifinito e incrementato e la stessa vocazione al comfort di sempre.





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