Il lavoro di AMI, Associazione Motociclisti Incolumi, per salvarci dal guardrail

AMI, acronimo di Associazione Motociclisti Incolumi, è una Onlus nata per ridurre gli incidenti stradali, in particolare quelli in cui vengono coinvolti motociclisti. Nel mirino di AMI c'è anche il guardrail, che come tristemente sappiamo è responsabile di molte vite perdute.

L’Associazione Motociclisti Inc…olumi è una Onlus toscana che stà lavorando attivamente per contenere i danni enormi causati dal guardrail. In molti, ormai, chiamano quella barriera fredda e tagliente la ghigliottina: è tristemente noto infatti che la barra per contenere le auto è anche perfetta per contenere la testa di chi scivola con la moto, senza però salvare il resto del corpo.
Da qui prende vita l’idea del Decreto Ministeriale Salva Motociclisti, che sarebbe in grado di salvare la vita a milioni di cittadini. L’idea è piuttosto semplice, e consiste nell’aggiungere una barriera (in materiale plastico) sotto il guardrail, in modo che il corpo del motociclista venga contenuto in caso d’incidente. Inutile dire che i costi per una manovra di questo tipo sarebbero del tutto irrisori rispetto alle cifre che ogni anno vengono stanziate per permettere a vittime di incidenti una corretta riabilitazione o, quantomeno, una degenza dignitosa in qualche ospedale.
D’altronde, il lavoro di AMI è uno dei pochi esempi in cui chi conosce il problema tenta di risolverlo, tenendo conto anche dei fondi disponibili (pochi) e dell’attuazione di un progetto simile. Tempo fa girava un’immagine sui social network, in cui si ricordava come in Canada ogni Ministro fosse al posto giusto, così:
Il Ministro della Salute è effettivamente un dottore
Il Ministro della Scienza è una scienziata (ed ha vinto un Premio Nobel)
Il Ministro della Difesa è reduce della guerra in Afghanistan ed è stato agente di polizia
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è un astronauta
 
Per carità, nessuno di noi esige che ci sia un astronauta a proporre decreti ministeriali, ma il messaggio è chiaro. Chi si occupa di determinate materie dovrebbe averne almeno fatto esperienza, e così sarebbe bello che il nostro Ministro Delrio guidasse la moto almeno per qualche mese. Perché le proposte di AMI sono serie e ben ponderate, ed oltretutto si basano su di un modello che in Spagna sta funzionando piuttosto bene.
Per far sentire la propria voce, l’associazione ha indotto una petizione sul sito Change.org, che si identifica come #RunForSafety ed è già stata firmata da piloti come Alex De Angelis, Andrea Dovizioso, Lorenzo Baldassarri, Kiara Fontanesi, Claudio Corti, Romano Fenati, Simone Corsi, Niccolò Antonelli ed il grande (!) Paolo Beltramo. Sul sito si contano già più di 2.600 adesioni, anche grazie al cotributo della Clinica Mobile fondata da Claudio Costa.
Per aderire anche voi al progetto, cliccate qui!

- Autore Cosimo Curatola

ADV e News che potrebbero interessarti: