Moto Guzzi V9 Roamer e Moto Guzzi V9 Bobber: the italian custom

La casa di Mandello del Lario rinverdisce la propria vocazione custom con due modelli dallo stile inconfondibilmente italiano. La Moto Guzzi V9 Roamer e Moto Guzzi V9 Bobber due moto con base meccanica simile, ma dalla personalità differente.

Tutto inizia con la Moto Guzzi V7, sulla spinta della richiesta di una motocicletta adatta alle forze dell’ordine. Così, tra l’altro, arrivò l’importante commessa per la polizia di Los Angeles da cui nacque la versione California.
Da quella mitica motocicletta derivarono, oltre a diverse versioni, anche svariati modelli di cilindrata inferiore, che ebbero grande successo a partire dalla V 35 Custom del 79 e poi la V 50 Custom del 1982. Negli anni successivi arrivarono la V65 Florida e Nevada, con cilindrata 750cc, che continuarono a riscuotere successo. Ma fu con la Bellagio, presentata nel 2007, che Guzzi riprese con forza una tradizione custom, oramai trentennale.


Ora, la casa di Mandello del Lario propone la Moto Guzzi V9 declinata in due differenti versioni, la Moto Guzzi V9 Roamer e la Moto Guzzi V9 Bobber.

Il propulsore è il classico bicilindrico a V di 90°, 4 tempi, 2 valvole per cilindro, nella versione 853 cc, capace di sviluppare 55CV a 6.250 giri/min e una coppia di 62 NM a 3.000 giri/min. Valori che evidentemente non puntano a prestazioni esagerate, ma perfettamente in sintonia con la filosofia di questo genere di motociclette.

Questa versione debutta proprio su queste motociclette ed è stata sviluppata per garantire elasticità e piacere di guida. Quindi nuovo il basamento in alluminio con una nuova coppa dell’olio e un albero motore calibrato nelle inerzie per restituire vivacità e il giusto freno motore.
Il sistema di lubrificazione è riprogettato per smaltire la maggiore capacità termica e ridurre gli assorbimenti di potenza a vantaggio delle prestazioni e della riduzione dei consumi di carburante.

La parte termica del motore, dispone di nuove teste, nuovi pistoni e nuovi cilindri in alluminio. La distribuzione ad aste e bilancieri adotta 2 valvole per cilindro disposte in maniera inclinata nella testa.
L’alimentazione è a iniezione elettronica monocorpo Marelli. Nuova è la centralina elettronica di gestione del motore e nuova la frizione monodisco a secco dal diametro di 170 mm. Nelle teste è previsto un sistema di canalizzazione di aria ausiliaria che, abbinato al catalizzatore trivalente, alla doppia sonda Lambda e al totale rinnovamento del motore, permettono al bicilindrico 850cc di rispettare la normativa antinquinamento Euro 4.

Da rimarcare anche la presenza di un nuovo cambio a sei marce, con un’inedita rapportatura studiata per esaltare le caratteristiche di questo motore che esprime 62 Nm di coppia a soli 3.000 giri/min, con una potenza massima di 55 CV a 6.250 giri/min,

La trasmissione finale a cardano dispone un nuovo albero cardanico a doppio giunto disassato dalle dimensioni maggiorate e nuova coppia conica. Novità anche per il forcellone in alluminio progettato per sostenere la potenza del nuovo propulsore a anche per alloggiare il nuovo pneumatico da 150 mm.

La parte ciclistica si affida al nuovo telaio a doppia culla scomponibile in tubi d’acciaio, nuova forcella a steli tradizionali da 130 mm di escursione e una nuova coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico molla.

L’impianto frenante adotta una pompa e una pinza Brembo a 4 pistoncini contrapposti con disco in acciaio da 320 mm all’avantreno, mentre al retrotreno troviamo un disco da 260 mm e una pinza flottante a due pistoncini con pompa a serbatoio integrato.

Moto Guzzi V9 Roamer e Moto Guzzi V9 Bobber, in cosa differiscono.

In entrambe le versioni il progetto verte tutto intorno al motore, che viene esaltato dalla lontananza di elementi importanti della carrozzeria. Per questo motivo il serbatoio da 15 litri, le fiancatine e altri elementi restano alla debita distanza dai bei cilindri, che sono la prima caratteristica che salta all’occhio e che rendono le Moto Guzzi inconfondibili.
La Roamer è però incline alle cromature, mentre la Bobber è principalmente nera e cattiva.
Il manubrio della Roamer è più ampio e rialzato, comodo sicuramente per il turismo, mentre la Bobber ha un manubrio basso “drag bar”, in perfetta sintonia per queste moto, nate dalla passione degli ex piloti aeronautici della seconda guerra mondiale, alla ricerca di emozioni su due ruote. Moto prive di fronzoli, leggere ed essenziali. La Bobber ha infatti la sella più bassa, il parafango posteriore più corto e soprattutto quella “gommona” da 130 all’anteriore montata su un cerchio da 16 pollici, mentre sulla Roamer lo pneumatico da 100 è montato su un cerchio da 19. Per entrambe il posteriore è da 16 pollici su pneumatico da 150/80.
La Moto Guzzi V9 Bobber e la Moto Guzzi V9 Roamer pesano 199 Kg in ordine di marcia e hanno l’altezza sella rispettivamente di 780 mm e di 785 mm.

Il sistema multimediale messo a punto da Moto Guzzi, permette di collegare tramite un’app scaricabile per Android o Iphone, l’elettronica della moto al proprio smartphone. Si possono quindi visualizzare immediatamente cinque parametri per volta, tra il consumo istantaneo, funzione Eco Ride (per limitare i consumi), tachimetro, contagiri, batteria, potenza e coppia istantanea, accelerazione longitudinale, inclinazione.

Quindi è possibile memorizzare tutti questi dati e anche il posizionamento del veicolo quando ci si ferma, per poterlo agevolmente ritrovare. Il sistema include la funzione “Grip Warning” che fornisce le indicazioni sul funzionamento del controllo di trazione e la propria condotta di guida in rapporto alle condizioni del fondo stradale. Tramite l’uso sinergico dei giroscopi e dei parametri provenienti dal veicolo, lo smartphone diventa un sofisticato strumento di misura dell’angolo di inclinazione in curva grazie ad algoritmi sviluppati appositamente per le nuove Moto Guzzi.

Il prezzo: 9.890 € per la Roamer e 10.190 per la Bobber.

La nostra prova su strada della Moto Guzzi V9 Roamer e Moto Guzzi V9 Bobber

Salire su una Moto Guzzi, è per me sempre un “ritorno a casa”.
Non nego però che ho provato una certa curiosità nel guidare questa V9 declinata in due versioni che mi sono piaciute entrambe fin dalla prima occhiata. La Roamer è una classica custom che non ha nulla da invidiare alle blasonate d’oltreoceano, la Bobber – pur restando sempre “americana” – è cattiva e nera, prepotente quanto basta con quel suo gommone all’anteriore.

Sulla carta motore e ciclistica sono identici, solo alcuni dettagli, come manubrio più basso e parafango posteriore più corto sulla Bobber e – sempre su questa – soprattutto l’avantreno. “Ma cosa potrà mai cambiare in definitiva?” mi chiedo prima di partire sulle belle strade di quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno.

Salgo quindi sulla Roamer, che si dimostra pronta nel prendere giri fornendo sempre un ottimo tiro ai bassi regimi. Le vibrazioni e il comportamento globale della moto mi è familiare, ma il cambio e la frizione sono inusualmente morbidi, e precisi.

I tecnici Guzzi hanno fatto un ottimo lavoro!
La moto è sufficientemente comoda e il sistema integrato di comunicazione con lo smatphone fornisce indicazioni supplementari oltre quelle fornite dallo strumento analogico/digitale.
Il proverbiale telaio Guzzi è ineccepibile, anche se la risposta delle sospensioni posteriori appare a volte un po’ secca, mentre la forcella ben digerisce quasi tutto.

Il freno anteriore è efficace e sufficiente per questa moto mentre il posteriore non potentissimo è un valido supporto nelle correzioni di traiettoria a curva impostata.
La spaziatura dei rapporti ha una sesta marcia di riposo, che effettivamente in un tratto guidato si usa poco, mentre sui rettilinei consente di portare il motore regimi più bassi.

Entrambe le V9 dispongono di un ottimo ABS per nulla invasivo e del sistema MGCT (Moto Guzzi Controllo di Trazione), regolabile su due livelli di intervento, ma comunque disinseribile.

Cambio V9 e salgo sulla Bobber. La moto appare più reattiva, grazie al cerchio da 16 pollici, ma già al primo tornante si mostra la netta difficoltà a gestire l’impronta a terra dello pneumatico da 130, che tende decisamente ad allargare le traiettorie. Occorre usare corpo e motore per stare nella mezzaria. La differenza fra le due moto si palesa subito.

La Bobber è meno comoda, ed è più a suo agio nei tratti veloci dove l’assetto basso e il manubrio più raccolto la rendono maggiormente stabile, la Roamer è complessivamente più equilibrata.
Qualche consiglio? Se siete in coppia comprate la Roamer, se siete single e volete fare i “ganassa” comprate la Bobber.

- Autore Claudio Falanga