MT-07: test ride e recensione, su strada ed in pista

Facile, divertente, economica. Niente di scontato, nulla di seconda scelta. MT-07 ha fatto centro sotto moltissimi aspetti, e noi l'abbiamo messa alla prova su strada ed in pista, dove nonostante i numeri lontani dalle sportive ci ha regalato molte soddisfazioni. Il prezzo, estremamente competitivo, è di 5.990€ f. c.

Yamaha ha presentato l’MT-07 come una sorta di piccola rivoluzione, pensata per tutti coloro che hanno sempre sognato la moto ma di spenderci quanto un’auto o peggio, di finire in terra alla prima curva, non ne avevano voglia. Tuttavia la casa di Iwata non ha fatto una moto facile, di quelle che dopo 500Km ti stanchi e la vuoi rivendere, ha invece puntato alla longevità.

Con l’ MT-07, naked entry-level di prima classe, ci si sente sicuri in fretta e una volta domata la moto cresce col pilota. È questa la sua arma vincente, la si può guidare per diversi anni senza sentire il bisogno di cambiarla. Il bicilindrico di 689cc eroga 74CV e 68Nm di coppia massima, quest’ultima resa regolarmente presente a tutti i regimi grazie al motore “crossplane” a scoppi irregolari. Con ABS la Yamaha MT-07 pesa 182Kg in ordine di marcia e grazie all’altezza contenuta (805mm) è adatta anche al gentil sesso. Non per questo, però, abbiamo rinunciato a provarla in pista con Luca Pedersoli, nostro tester al Circuito di Franciacorta e pilota professionista.

 

 

Ecco come sono andate le nostre prove:

 

 

PROVA SU STRADA

 

Saliamo in sella all’agile MT-07 per cominciare il test della più piccola delle tre sorelle che abbiamo avuto in prova (qui l’MT-09 e qui la Tracer). Il peso non si sente, la posizione di guida è naturale e a volte, in piega, verrebbe quasi da tirare fuori il piede come nel supermotard. Merito della sella bassa (805mm) e del manubrio ampio, ricetta simile a quella dell’MT-09.

La moto è da subito sincera
, l’erogazione è soddisfacente e le pieghe si affrontano alla svelta. Il bicilindrico lavora bene e non strappa, rendendo questa moto un mezzo estremamente maneggevole, con cui ci possiamo permettere qualche scherzetto che una maxisportiva non ci perdonerebbe.

Tuttavia
, i 74CV ed i 68Nm di coppia massima non sono così pochi, spremendo il gas l’MT-07 diventa una naked veloce e divertente. È qui che ci siamo resi conto che è davvero un entry-level di qualità, capace di farsi guidare anche dai neofiti ed allo stesso tempo di mostrare del carattere quando richiesto. Per chi volesse farne un uso frequente, il cupolino diventa uno di quegli optional che “mai più senza”.

La strumentazione è chiara e leggibile grazie al display LCD che, oltre al contamarce ed il livello carburante, ha anche il contagiri digitale, con le tacche che aumentano di grandezza tra i 4.000 e gli 8.000 per segnalare l’entrata in coppia. Anche qui Yamaha ha optato per il forcellone asimmetrico, lo scarico tagliato corto e freni a punto: sono due i dischi da 282mm all’anteriore ed uno da 245mm al posteriore.

Il mono posteriore è quasi orizzontale, soluzione simile a quella adottata sulla progenitrice MT-03, mentre all’anteriore troviamo delle forcelle standard.I cerchi a 10 razze sono gli stessi che si trovano sull’MT-09 ed hanno quindi misure da moto più che adulte: 120/70 all anteriore e 180/55 al posteriore, un’ulteriore conferma di qualità. Il prezzo, di 5.990€ è un altro dei suoi punti di forza.

 

 

PROVA IN PISTA

 

Diamo la moto al nostro Luca Pedersoli, dicendogli di spremerla tra i cordorli e dirci come va. Per un attimo ci guarda e sembra avere quell’espressione del tipo “ma-questo-è-scemo”, però l’accende e la lascia scaldare. Raggiunta la temperatura ideale Luca lascia i box per fare test e video, ma dopo un quarto d’ora non lo vediamo rientrare. É li, che butta la piccola bicilindrica tra i cordoli di Franciacorta e a vederlo sembra che stia guidando ad occhi chiusi.

Finalmente rientra ai box, si sfila il casco e ride : “ma sapete che è una moto divertentissima! Ci fai quello che vuoi, il motore c’è e ti dà il tempo per studiare le traiettorie migliori”. Detto da un pilota professionista non è poco, ed infatti Luca ci tiene a precisare che per un utilizzo (anche sporadicamente) pistaiolo, conviene prendere delle pedane arretrate Aftermarket, oltre magari a dei tubi per freni in treccia (per potenziare la frenata). Tuttavia, il parere di Luca è che si tratta davvero di un’ottima moto, pronta ad soddisfare l’utente stradale in cerca di un weekend pistaiolo.

 

Ecco il video della nostra prova:

Video

- Autore Cosimo Curatola

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