MV Agusta Turismo Veloce: la prova su strada

Stile, comodità, prestazioni: tre parole per raccontare la MV più inattesa che abbiamo mai provato. La Turismo Veloce ci ha stupito per come sappia far convivere due anime così apparentemente inconciliabili e per la versatilità in ogni frangente, dalla città ai lunghi viaggi senza disdegnare un giro fra i cordoli. Per averla però dovete essere pronti a sborsare 15.990 euro.

Fin dalla sua presentazione a Eicma la MV Turismo Veloce ha colpito l’attenzione e la fantasia dei motociclisti che non si aspettavano certo un mezzo da turismo da parte di una casa che ha fatto della velocità in pista il suo marchio distintivo. Disegnata a partire dalle valige laterali la Turismo Veloce vanta una linea e un design che pur rappresentando una novità per MV sfoggiano un family feeling che è certamente apprezzato dagli estimatori del marchio oltre che rappresentare un’ulteriore dimostrazione di superiorità del design italiano nel campo delle due ruote. Ma non è solo estetico il lavoro dei designer, anzi: le valige da trenta litri l’una possono ospitare un casco integrale (cosa niente affatto scontata) ma non sporgono dalla sagoma della moto; il serbatoio di ben ventidue litri è sagomato per offrire confort e protezione, così come una serie di altri accorgimenti (dai maniglioni posteriori al sistema per modificare l’altezza del parabrezza) denotano il fatto che senza dubbio la moto è stata progettata da motociclisti (e anche questo non è così scontato…).

In MV avrebbero potuto modificare una delle loro naked o realizzare una sport tourer partendo da qualche supersportiva, e invece hanno preferito realizzare un modello nuovo a tutti gli effetti, a cominciare dalla posizione in sella.

Il telaio, secondo scuola MV, è costituito da una struttura anteriore in tubi di acciaio completata da piastre laterali in lega di alluminio; nella zona centrale dispone di piastre disegnate in modo da poter ancorare il cavalletto centrale mentre un elemento posteriore in lega leggera di alluminio serve come sostegno della sella di pilota e passeggero, e per vincolare le valigie laterali grazie a un sistema di fissaggio studiato appositamente e particolarmente valido sia dal punto di vista strutturale che estetico. Nuove anche le sospensioni, studiate per garantire confort da granturismo e prestazioni da sportiva, che vedono una forcella rovesciata Marzocchi da 43mm con regolazione del freno in estensione, compressione e precarico molla e un mono ammortizzatore posteriore Sachs sempre regolabile in estensione, compressione e precarico.

La Turismo Veloce “calza” pneumatici da 120/70-17″ all’anteriore e 190/55-17″ al posteriore mentre per fermarsi affida l’elettronica al sistema Abs Bosch 9 Plus con anti wheeling (in sostanza si occupa di tenere a terra la ruota posteriore) mentre al parte meccanica è affidata a due dischi da 320mm su cui agiscono pinze radiali Brembo a 4 pistoncini (2 al posteriore).

Il motore è il tre cilindri frontemarcia da 800 cc utilizzato sulla Stradale, ma è stato modificato e adattato all’utilizzo stradale tanto che lo si può considerare un motore nuovo dove più che la potenza si è cercato di migliorare coppia ed affidabilità. La Turismo Veloce vanta infatti il 20% di coppia in più e, soprattutto, disponibile ben 2100 giri più in basso e gli intervalli di manutenzione sono stati allungati da 6 a 15000 chilometri. La trasmissione vanta una frizione idraulica con sistema anti saltellamento meccanico mentre il cambio è assistito elettronicamente sia in salita che in scalata grazie al MV EAS 2.0 (Electronically Assisted Shift Up & Down).

La piattaforma elettronica a disposizione è la nuova MVICS 2.0 che dietro questa sigla nasconde la possibilità di gestire una quantità di parametri attraverso tre mappe preimpostate e una custom. Le modalità predefinite sono: Touring, 90 Cv ed erogazione “da viaggio”; Sport, 110 Cv e una risposta molto pronta all’acceleratore; Rain, 80 Cv per muoversi in sicurezza anche su fondi insidiosi. Se ancora non vi basta con la mappa Custom potete decidere la coppia del motore lungo l’arco di erogazione, la modalità di intervento del limitatore, la sensibilità del comando gas, il preno motore, la risposta del motore e, ovviamente, il controllo di trazione… insomma, potete veramente cucirvi la moto addosso!

Tante informazioni non potevano che essere veicolate attraverso un ricco schermo TFT a colori da 5″ che, unitamente ai nuovi e intuitivi comandi al manubrio rendono veramente piacevole l’utilizzo di questa Turismo Veloce.

Il tutto per un peso a secco di 191 kg e un prezzo di 15.990 euro…

MV Turismo Veloce: prova su strada

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Giriamo intorno alla Turismo Veloce parcheggiata davanti al capannone della MV e confermiamo le sensazioni provate a suo tempo a Eicma… non è solo bella, ma vanta una cura costruttiva e un’attenzione ai dettagli veramente di altissimo livello. Poi sull’estetica non si discute (per esempio a noi il faro e il cupolino anteriore non ci fanno impazzire, altri lo trovano meraviglioso… gusti) ma senza dubbio la moto è ben proporzionata e la linea armoniosa. Bellezza che si trasforma in comodità appena in sella, anche perché ci si trova praticamente “avvolti”, incastonati nella moto, con la splendida sensazione di essere una sola cosa con il mezzo.

Posizione in sella da 10 e lode, ergonomia che consente di trovare tutto subito, come se la si guidasse da sempre, sella non troppo alta da terra e conformata in modo da aiutare anche chi (come il sottoscritto) non vanta altezze particolari (1,70 per la cronaca, e comunque è disponibile una sella più bassa come optional). L’unica cosa a cui bisogna abituarsi è lo schermo, forse fin troppo ricco di informazioni e che necessita appunto di un po’ di “pratica” per imparare a individuare subito le informazioni che interessano, mentre ci ha stupito l’ottima leggibilità anche in pieno sole.

Per provare una moto come la Turismo Veloce occorre verificare che i due termini siano corretti e reali, così il giorno dopo all’alba partiamo per una giornata sui passi alpini, per un totale di circa 600 chilometri…
La capacità di carico delle borse è impressionante, oltre al fatto che sono veramente molto comode da aprire e da togliere e rimettere, cosa che molti concorrenti ancora stanno cercando di capire… ma basta indugi, e partiamo.

In autostrada la Turismo Veloce è comodissima, il cupolino al massimo dell’altezza toglie davvero tanta aria da busto e casco e le vibrazioni (anche per merito dell’albero motore controrotante) sono ridotte al minimo; grazie anche al cruise control si possono affrontare lunghi traferimenti autostradali senza nessun problema.

Usciti dall’autostrada ci ritroviamo nel traffico cittadino, e qui la frizione morbida, la docilità del motore e la compattezza delle borse non ci fanno perdere il sorriso, mentre la posizione eretta consentono di dominare e prevedere ciò che accade davanti a noi. Finito il traffico, iniziano le curve. Se si ha voglia di spremere la MV basta inserire la modalità Sport e decidere quali traiettorie fare, la Turismo Veloce esegue senza scomporsi anche nelle staccate più violente o nei curvoni veloci.

Qui si apprezza particolarmente il cambio elettronico, soprattutto in scalata, cosa che invece non ci ha entusiasmato quando si viaggia tranquilli. Il motivo è che per funzionare adeguatamente il gas deve essere a zero quando si scala, cosa che si fa quando si “tira”, meno quando si gira tranquilli. Ma basta saperlo, e la cara vecchia frizione è sempre lì, docile, che aspetta solo di farsi usare.

La moto malgrado impostazione e peso risulta molto agile, anche se forse una gomma posteriore meno abbondante (da 180 per esempio) avrebbe garantito ancora maggiore agilità, soprattutto nei cambi veloci. Quello che invece è sempre adeguato alla situazione è il motore: il tre cilindri di MV ai bassi e soprattutto ai medi regimi è sempre presente, pronto a prendere giri e allungare senza problemi fino al limitatore, ma anche capace di farvi viaggiare in tutta tranquillità con un filo di gas fuori dalle curve più strette.
La cosa che colpisce di più alla fine è la facilità: tutto è semplice e immediato e, soprattutto, non ci si stanca mai.

Insomma, la MV Turismo Veloce mantiene davvero ciò che promette, rivelandosi una vera macina chilometri capace, volendo, di divertire come una sportiva.
Abbiamo anche avuto la tentazione di scendere fra i cordoli, ma alla fine crediamo sia più giusto così, valutare la Turismo Veloce sul suo campo, e lì troviamo sia un buon punto di riferimento, dimostrando che non servono cilindrate da camion per viaggiare in moto.
Stile, comodità, prestazioni: tre parole per raccontare la MV più inattesa che abbiamo mai provato. La Turismo Veloce ci ha stupito per come sappia far convivere due anime così apparentemente inconciliabili e per la versatilità in ogni frangente, dalla città ai lunghi viaggi senza disdegnare un giro fra i cordoli. Per averla però dovete essere pronti a sborsare 15.990 euro. il prezzo non è proprio alla portata di tutti, ma è anche vero che ciò che ci si porta a casa in termini di stile, tecnologia e, soprattutto, versatilità di utilizzo ha pochi concorrenti. Un ultimo “neo” sono le borse, vendute come optional…

Abbigliamento utilizzato per il test:
Giacca: Alpinestars GP Pro Air Jacket
Pantaloni: Spidi Virous Tex Jeans
Guanti: Spidi Trophy H2out – Spidi Summer Leather Glove
Stivali: Stylmartin Delta
Casco: Schuberth S2
Paraschiena: Dainese Wave11

- Autore Paolo Covassi

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