Vacanze in moto: consigli utili da seguire prima di partire

Piccola guida semiseria per affrontare le vacanze in moto in sicurezza e tranquillità. Perché non serve una maxi enduro per viaggiare, ma voglia di libertà, attenzione e... chiappe d'acciaio.

Tanto per sgombrare subito il campo da eventuali dubbi: questa breve guida non intende essere esaustiva e risolutiva di tutti i possibili problemi che dovrete affrontare se volete partire in moto, ma può servire per chi è alle prime armi a evitare inconvenienti in grado di rovinare le meritate vacanze… se poi ci sono domande specifiche commentate su Facebook.
Quale moto?
Tutte. Si possono fare le vacanze in moto anche con un 125, ovviamente meta e itinerario dovranno essere adeguate ma occorre sfatare il mito che per viaggiare si debba avere almeno un mille tra le gambe. Quindi, a meno di problemi seri di affidabilità, la moto che avete va bene per andare in vacanza. Al limite permettetevi la spesa di un cupolino se avete una naked…
Prima del viaggio.
Oltre a essere il titolo di una splendida poesia di Montale (che varrebbe comunque la pena di leggere) è il momento da dedicare soprattutto a lei, la nostra compagna di viaggio: la moto. Se possibile effettuate un bel tagliando, se l’avete fatto di recente controllare comunque molto attentamente gomme, freni, liquidi, batteria e luci. Preparatevi fisicamente anche voi, specie se non siete propriamente degli sportivi. Non c’è bisogno di grandi cose, corsetta leggera, meglio ancora nuoto, tanto stretching soprattutto per collo, spalle e gambe. Per l’itinerario pianificatelo con elasticità, evitando magari trasferimenti mega per “arrivare”… in aereo si arriva, in moto si viaggia.
Dove e con chi?
Questo dipende solo da voi. Se decidete di viaggiare da soli potrete approfittare della compagnia che inevitabilmente si incontra sulle strade. L’unico consiglio se invece andate in gruppo è: evitate gli indecisi, chiarite bene finalità e meta del viaggio, siate pronti ad andare per la vostra strada in ogni momento. Sul dove non ci sono regole, basta che ci siano un po’ di curve. Per il resto ci spiace ammetterlo ma la Francia è uno dei posti dove si viaggia meglio: belle strade, rispetto per i motociclisti, traffico scarso (se si sceglie bene)… peccato solo che ci siano poliziotti feroci sui limiti e che sia pieno di francesi (senza offesa, ovviamente).
Cosa mi porto? Ma soprattutto come?
Va da sé che è bene ridurre al minimo il bagaglio, dopo di ché ognuno ha le proprie priorità… sul come invece ci sono diverse scuole di pensiero. Se avete una tourer con borse rigide, problema risolto. Altrimenti potete optare per borse morbide, comode, adattabili, estensibili, impermeabili e… infiammabili. Soprattutto con le moto moderne, che hanno marmitte che passano nei posti più strani fate molta attenzione a come montate le valige: pochi centimetri di aria possono bastare finché si viaggia, ma nel momento in cui ci si ferma il calore dei terminali di scarico può fondere la plastica delle valige o i supporti, arrivando perfino a far bruciare il contenuto o a seminarlo sull’asfalto. La borsa da serbatoio la ritengo irrinunciabile, sia per tenere a portata di mano macchina fotografica, documenti, tuta antipioggia e per avere sott’occhio la cartina. Se decidete di portare tena o altro fissato sulla sella posteriore fate sempre molta attenzione a come le agganciate (ottima la rete, ma anche i normali elastici da auto vanno bene) e facendo sempre molta attenzione agli scarichi. Infine non abbiate fretta. Non caricate la moto per partire programmando la prima sosta dopo 500 chilometri. Dopo pochi chilometri fermatevi, controllate che tutto sia a posto, che non si scaldino troppo le borse, eventualmente tirate meglio gli elastici… Infine, evitate di usare lo zaino (o di farlo usare a chi vi portate dietro), anche se leggero aumenta molto la fatica del viaggio. Un’ultima cosa: non fidatevi del tutto dell’impermeabilità delle borse e utilizzate sacchetti o apposite borse per tenere all’asciutto il vostro bagaglio.
Abbigliamento
Dopo il casco, possibilmente integrale o modulare, la cosa più importante sono i guanti (quando si cade cos’è la prima cosa che si mette a terra?) e gli stivali. In commercio ci sono calzature che uniscono protezione e confort, se non si risparmia su questo è meglio. Usate abbigliamento tecnico, anche se fa caldo, in pelle (meglio) o in corduta o altro. Una piccola scivolata può interrompere le vostre vacanze se vi scorticate… Per quanto riguarda il paraschiena vedete voi, è sicuramente più utile in pista che in strada, mentre può essere un’ottima scelta indossare validi sistemi di air bag (attenzione però che non tutti sono efficaci, personalmente consigliamo prodotti italiani). Per la sicurezza anche avere indumenti ad alta visibilità o con inserti rifrangenti è meglio. Una volta garantita la sicurezza, scegliete l’abbigliamento più comodo e che sia della taglia corretta: un indumento che svolazza dopo qualche ora diventa un incubo. Tuta anti pioggia, sovrascarpe e guanti impermeabili non devono assolutamente mancare. Se viaggiate in due può essere una bella idea un buon interfono (alla peggio lo si può sempre spegnere).
Varie ed eventuali
A meno che non vogliate raggiungere il Kamchatka in solitaria tenete presente che un meccanico si trova più o meno sempre… in ogni caso la dotazione minima che non dovrebbe mai mancare è la seguente: bomboletta ripara&gonfia gomme, attrezzi, pinza multifunzione, pila, filo di ferro, nastro americano, tanica di emergenza e, se la moto è stagionata, olio motore.
E per finire…
Viaggiare in moto non significa per forza andar piano, ma più si corre più si rischia, quindi fate sempre le vostre valutazioni, anche perché il comportamento della moto cambia parecchio a pieno carico (e modificare il precarico del mono aiuta, ma non risolve). Pianificate tappe ragionevoli e tenente conto di fermarvi con una certa frequenza: se arrivate a pensare che forse siete stanchi è già tardi. Per viaggiare sconsigliamo il navigatore, molto meglio una buona cartina, perché potete vedere non solo la strada che dovete fare ma anche quella che potreste fare o quello che potreste vedere… e, non ultimo, è più facile perdersi che in fondo è l’unico modo per ritrovarsi.
E ora che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l’ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza.
Buone vacanze (in moto) a tutti e salutate i motociclisti che incrociate! Lamps.

- Autore Infomotori





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