BMW R nine t Urban G/S, la prova su strada: Istant Classic!

La BMW R nineT G/S è una moto atipica dallo stile ricercato pensata per affrontare con disinvoltura i tragitti nel quotidiano, le strade bianche e i viaggi in coppia. Cerchiamo di scoprire se è vero e quanto è cambiata rispetto alla sua iconica antenata, la R80 G/S.

Nel corso di questi ultimi anni si è tornati molto alle linee del passato e l’idea di prendere vecchie glorie e renderle moderne sta avendo molto successo.

Seguendo questa scuola di pensiero anche BMW dice la sua con la BMW R Nine T G/S: un mezzo che si ispira chiaramente alla splendida R 80 G/S che ha vinto nel passato gare importanti come la Dakar e che arriva in seguito alla presentazione del prototipo Lac Rose nel corso dell’anno 2016.

Una Naked bavarese dall’indole off-road che saprà conquistare i gusti di molti grazie ad un motore potente e ad una linea davvero caratteristica.

Il motore: che piacere sentirlo cantare!

BMW R Nine T Test Ride

In questa splendida reinterpretazione del passato siamo spinti dal bicilindrico boxer raffreddato ad aria/olio con omologazione EURO4 in grado di erogare una potenza di 110CV. Si tratta di una quantità di cavalli più che sufficiente per divertirsi alla guida in città, fuori porta o in fuoristrada – che poi è uno dei terreni di caccia di questa splendida moto.

Il propulsore – che ha una coppia di 116 Nm a 6.000 giri al minuto – è di tipo DOCH ovvero con doppio albero a camme in testa che poi è una strategia realizzativa efficiente e usata solitamente sui motori a quattro tempi di elevata potenza. I due alberi a camme sono comandati da una catena e non da una cinghia. Maggiore rumorosità rispetto alla gomma (comunque impercettibile) ma durata garantita nel corso degli anni. Dal punto di vista delle emissioni atmosferiche la normativa Euro4 viene rispettata grazie ad alcuni accorgimenti come per esempio lo scarico rivisitato e una mappatura dell’elettronica di bordo. La trasmissione con 6 rapporti precisi e puntuali rimane fedele al cardano: una tecnologia molto semplice ed altrettanto efficace a cui BMW non rinuncia da molti anni.

Lo scarico: un sound da vera sportiva

BMW R Nine-T G/S Test Ride

Elemento da menzionare è sicuramente lo scarico, piccolo e tozzo, che resta vicino al corpo della moto per facilitare la guida in fuoristrada. Piacevolissimo il sound che esce da questo bicilindrico e che risulta essere molto corposo e pungente. Responsabili della magia sono delle piccole valvole comandate in automatico dalla centralina della moto che, una volta aperte (e tipicamente si aprono completamente solo dopo che il motore è caldo) scoppiano in maniera insistente in rilascio e contribuiscono a creare un bellissimo sound in apertura.

Telaio e sospensioni

Il telaio lo abbiamo già visto come protagonista in altri mezzi della casa tedesca: si tratta dello stesso prodotto utilizzato con successo sulle altre nineT ed in particolare si compone di tre pezzi distinti: anteriore, posteriore e telaietto passeggero – tutti avvitati tra di loro. Per quanto riguarda la parte di forcelle non c’è nulla di stravolgente: ricordiamo che siamo su di una moto che reinterpreta in chiave moderna il passato quindi abbiamo una forcella telescopica tradizionale con diametro di 43 millimetri ed escursione di 125 millimetri, ci sono poi i soffietti di gomma che donano un look più tradizionale. Al posteriore ovviamente un Paralever da 140mm.

L’aspetto estetico

Colore bianco, sella rossa a contrasto, faro tondo con cupolino, cerchi a raggi (prerogativa del mercato italiano), parafango alto e serbatoio importante: sono solo alcuni degli elementi estetici che caratterizzano questa BMW R nineT Urban G/S e che riprendono in tutto e per tutto lo stile della vecchia R 80 G/S.

Per quanto riguarda il comparto ruote e freni troviamo dei cerchi a raggi incrociati su pneumatici da 19 per l’anteriore e 17 per il posteriore con pneumatici tassellati come optional.

La frenata viene garantita da un sistema basato su doppio disco all’anteriore da 320 mm e 4 pistoncini e al posteriore abbiamo invece un monodisco da 265 che lavora accoppiato da una pinza a 2 pistoncini.

Alla guida della moto

BMW R nineT Test Ride

La abbiamo provata intensamente lungo i passi che costeggiano la città di Milano proprio in compagnia di una vecchia gloria: una splendida R80 del 1981 e abbiamo quindi potuto vedere e toccare con mano le importanti analogie e differenze che si trovano rispetto al vecchio modello.

La moto moderna è una vera goduria e alla sensazione di generale piacere contribuisce radicalmente il potente motore che è sempre reattivo, pieno, pronto e sfruttabile. Lo si può vedere nel momento in cui in sesta marcia si apre a fondo ed i giri salgono senza problemi.

E poi c’è il sound, sicuramente conforme alle disposizioni di Legge in materia di emissioni acustiche, ma comunque decisamente libidinoso con quel borbottamento periodico e quell’urlo ai giri più alti. I più sgamati potranno iniziare a giocare con la doppietta in scalata per una guida ancora più sportiva.

La posizione di guida è rialzata così come è rialzato il manubrio: sella comoda e spaziosa e manubrio largo comunicano immediatamente una certa piacevolezza. Questa posizione garantisce un maggiore confort nei contesti più urbani ma è una delle grandi differenze rispetto al passato in cui sella e manubrio erano ancora più alte per una guida più decisa in off-road.

La moto ha sicuramente una doppia anima: in strada potete divertirvi a condizione di usare gli pneumatici giusti: con il tassellato come nel mio caso rischiate solo di finire per terra (soprattutto se lo fate con i controlli ASC e ABS disattivati). L’elettronica fa il suo: lasciateglielo fare e se proprio pensate di usarla molto in strada allora forse è il caso di passare a pneumatici più idonei.

BMW R nineT G/S


Nel misto
la si sente scodare con piacere, certo ci vuole un minimo di adattamento perché si tratta pur sempre di una moto che viene spinta da un grosso e pesante motore. Va ricordato che si tratta di un mezzo che ha anche una forte propensione all’uso turistico-cittadino e che quindi le sospensioni, così come la posizione di gui da in off-road sono un compromesso.

Arrivare per esempio a fine corsa con le sospensioni può accadere (se proprio esagerate) ma fa parte del gioco di avere per le mani un mezzo polivalente dal grandissimo stile che vi può portare in gita tra su e già per le strade bianche della toscana così come alla prima della scala.

La posizione di guida in off-road privilegia le persone di statura inferiore al 1.80 cm – come il sottoscritto – che in posizione eretta arriva al pelo al manubrio.

Una moto che ha attirato molto gli sguardi dei passanti e numerose sono state le persone che mi hanno chiesto come andasse. La risposta, in generale, è sempre la medesima: è una BMW e potete aspettarvi solo il meglio.

Nei concessionari da euro 14.600, l’ASC (350 euro) è l’unico optional irrinunciabile mentre gli pneumatici tassellati non hanno un costo aggiuntivo.

Articolo e foto a cura di Alessio Sanavio

- Autore Redazione

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