Ducati Monster 821: il migliore di sempre

Abbiamo provato il Ducati Monster 821, e siamo giunti alla conclusione che è il migliore tra quelli proposti in questi 25 anni... un quarto di secolo in cui il Monster si è evoluto, ha venduto 300.000 "pezzi" e oggi è ancora assolutamente attuale

Amanti o detrattori dovrebbero provare almeno una volta il Ducati Monster 821. Indifferenti è davvero difficile trovarne, così come non ci viene in mente un’altra moto che dopo 25 anni di successi nelle vendite (e nel cuore degli appassionati) sa essere contemporaneamente così fedele alla sua origine e così moderna.

Sì, perché la 821 nasce in casa Ducati proprio per festeggiare i 25 anni del Monster, e lo fa con una linea che ricorda più da vicino la prima M900, con un colore giallo spettacolare e con una posizione in sella capace di mettere d’accordo praticamente tutti. Ma i paragoni finiscono qui. Perché il Monster 821 è in tutto e per tutto una moto estremamente moderna e molto curata nella realizzazione.

Ducati Monster 821: prova su strada

Prima di salire in sella dobbiamo cominciare a smanettare con l’elettronica, perché, ovviamente, piove. Niente di più Ducati Monster 821facile: si seleziona il riding mode con il tasto frecce, si sceglie il profilo “urban” che taglia a 75 cv la potenza massima e ci si code lo splendido cruscotto a colori che varia a seconda del tipo di riding mode prescelto. Volendo poi si possono personalizzare le informazioni da visualizzare, ma per il momento va bene così. Se necessario si può modificare l’altezza della sella da terra tra 785 e 810 mm da terra (e con le selle opzionali si può scendere e salire ulteriormente) ma a noi va bene così com’è, saliamo in sella e via sotto la pioggia.

Il bicilindrico testastretta da 821 cc sembra quasi non voler partire, poi un borbottio che è musica ci scalda il cuore (e solo quello visto che ci sono due gradi) e partiamo. Percorrere i primi chilometri con una moto mai provata prima sotto la pioggia non è esattamente il massimo, ma il Monster fa di tutto per metterci a nostro agio fin da subito e la mappa Urban aiuta a prendere confidenza anche grazie all’erogazione estremamente dolce. Avevamo sentito qualcuno lamentarsi del cambio, ma sinceramente il nostro mezzo pur avendo pochi chilometri all’attivo ha un cambio morbido e preciso e una frizione che non stanca mai.

Molto meno ci piacciono gli specchietti, esteticamente azzeccati ma con movimenti estremamente ridotti, tanto che per regolarli come si deve dovremo metter mano alla brugola e spostare l’inclinazione della leva del freno per poter posizionare in maniera adeguata lo specchietto. Niente di grave, per carità, però avremmo preferito poter tenere la leva un pochino più in basso e poter vedere alle nostre spalle… per fortuna che il catalogo after market offre veramente di tutto, impossibile non trovare quelli giusti.

Finalmente la pioggia decide di darci una tregua e, nei giorni successivi, possiamo provare come si guida il Monster, anche se le temperature non saliranno mai sopra i 4-5 gradi.

Un altro dettaglio che non ci ha convinto è la plastica che trasforma il posto del passeggero in codino: non è immediato da smontare e, in caso di necessità imprevista, non c’è modo di portare dietro nessuno… in ogni caso il passeggero non è esattamente ben voluto, la posizione in sella non è scomoda (se non si è alti) ma non ci sono appigli di nessun genere.

Ma il Monster è fatto per chi guida, e stare in sella alla 821 è un vero piacere. Le vibrazioni sono praticamente assenti, e soprattutto non si sentono quando si viaggia appena sotto i 6000 giri, che in sesta ci portano alla velocità di codice autostradale… significa che si possono affrontare trasferimenti a 130 km/h senza soffrire, se non per l’aria che ovviamente si fa sentire a livello di busto e casco.

La mappa Touring è quella che alla fine si usa più spesso, perché mette a disposizione tutti i 109 Cv con un’erogazione lineare, con una piccola incertezza appena passati i seimila giri e prima che il bicilindrico desmodromico vi spari in avanti con un allungo che sorprende e che arriva in un attimo sopra i diecimila finché non interviene il limitatore, cosa che avviene in maniera molto “soft” e anche questo ci è piaciuto parecchio.

L’ultima opzione di guida è la modalità Sport, dove la potenza resta quella della mappa Touring ma l’erogazione è decisamente più brusca, con una risposta all’acceleratore che invita alla parsimonia se non si vuole costringere agli straordinari il traction control. Però sinceramente non ci è spiaciuto utilizzare questa mappa, anche se onestamente alla fine abbiamo quasi sempre viaggiato in Touring.

In ogni caso l’elettronica del Monster l’abbiamo apprezzata perché è molto poco invasiva e le doti ciclistiche della moto non richiedono cure particolari da parte dell’elettronica, almeno finché si viaggia su strada (avendo ben presente che si sta viaggiano su strada…).

Le qualità dinamiche della Monster sono senza dubbio legate alle prestazioni del Testastretta da un lato e dall’agilità e dal grip offerto dalle Pirelli Diablo Rosso III di primo equipaggiamento dall’altro, tanto che si è fatta apprezzare molto la scelta di una gomma da 180/55 al posteriore (vale a dire più stretta e con spalla minore rispetto al Monster 1200).

Per quanto riguarda la comodità in sella l’unico neo (oltre agli specchietti) è legato allo scarico che sul lato destro della moto è bellissimo esteticamente ma un po’ ingombrante nell’utilizzo; immaginiamo che viaggiare in estate con Ducati Monster 821lo scarico di fatto appoggiato alla gamba (che infatti rimane un po’ più allargata) non dev’essere il massimo, se a questo si aggiunge il cilindro posteriore sotto sella il calore (che noi abbiamo apprezzato) si deve far sentire parecchio.

Un’ultima considerazione sul prezzo11.190 euro non sono certamente pochi, ma potete star certi che il Monster lo potete sfruttare 365 giorni l’anno in tutte le situazioni che possono coinvolgere una moto stradale.

Concludiamo rispondendo a un paio di domande che ci sono giunte via Facebook; la prima riguarda la forcella anteriore. Contrariamente ad altre moto dello stesso segmento, talvolta anche offerte a un prezzo più competitivo, non è regolabile. Se possiamo dire la nostra, in tutta onestà, la cosa non ci ha sconvolto. Anzi, la taratura della forcella è ottima e non ci siamo mai trovati nella situazione di dire “se avessi potuto modificare la risposta”… forse la situazione cambia se si decide di andare in pista, ma finché si resta su strada va più che bene così.

La seconda domanda/obiezione riguarda la “vicinanza” con il Monster 797 (che per altro abbiamo provato recentemente). Si chiamano entrambe Monster, hanno una differenza di una manciata di centimetri cubi ma sono due moto assolutamente diverse. Intanto la 797 è raffreddata ad aria, è meno potente, non ha elettronica, costa meno e, di fatto, è una moto decisamente più “basic”, adatta anche a chi comincia ad avvicinarsi a mezzi un po’ più impegnativi. Il Monster 821 è una moto decisamente più “matura”, versatile, prestante e completa, adatta anche a chi in moto ci viaggia da tempo… delle due, forse, ad avere la peggio è la 797.

Abbigliamento utilizzato per il test:
Giacca: Hevik Titanium
Pantaloni: Jeans Hevik Titan
Guanti: Hevik Stoccolma
Casco: Givi Carbon
Stivali: Stylmartin Delta RS

- Autore Paolo Covassi

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