Una giornata nel cuore della MXGP a Pietramurata per il GP del Trentino

Siamo stati nel cuore del mondiale motocross, a Pietramurata, per il GP del Trentino. Vi raccontiamo una giornata passata dietro le quinte grazie a Fiat Professional con gli occhi di un appassionato che conosce troppo poco il motocross

Sono giornate impegnative. Ad occhi chiusi, esausti dopo la giornata, ci passano davanti i crossisti più veloci al mondo in una corsa spettacolare e pericolosa. Il Motocross è incessante, ti strappa le braccia, richiede una devozione estrema e continua per chi vuole fare sul serio. Siamo stati al circuito di Pietramurata per assistere al Gran Premio del Trentino, valido per il Mondiale Motocross, per tutti la MXGP.

Grazie a Fiat Professional, partner del mondiale nonché del nove volte iridato Tony Cairoli, abbiamo vissuto una giornata dietro i cancelli di partenza al via, a bordo pista e nelle stanze della regia dove viene assemblata la diretta.

I veri mattatori del circuito trentino saranno Jorge Prado per la MX2 e Jeffrey Herlings per la MXGP, entrambi autori di una doppietta a Pietramurata. La prima cosa a stupire davvero del Mondiale Motocross è il contatto con i piloti, le squadre, gli organizzatori.

Il pubblico può realmente interagire con questi fenomeni, tra i quali si respira sempre un rispetto che negli ultimi anni è un po’ venuto a mancare nella velocità. Il che non significa che i piloti non dimostrino una ferocia agonistica pressoché sconfinata.

Ma, come dire, una volta finita la gara l’atteggiamento è simile a quello che si può vedere nel terzo tempo del rugby.

I momenti più significativi delle gare

Il paddock della MXGP è allestito su terra e, fatte alcune eccezioni tra cui questa gara in Trentino, le piste sono spesso temporanee. Piedi tra terra e fango, banchetti che ricordano la sagra del paese, qualche angolo dedicato al merchandising e prodotti tipici della zona sono i principali occupanti dell’area. Oltre, ovviamente, alle hospitality e i motorhome in cui fanno base i piloti. Meccanici e assistenti girano freneticamente con Pit Bike e scooter a cui viene attaccato un rimorchio in un caos piuttosto salutare.

Le ragazze di Fiat Professional ci portano allo SkyBox, uno dei punti migliori per vedere le gare. Un paio di metri più in basso ci sono i piloti della MX2 che si preparano a partire, la Pit Lane è stretta e caotica mentre gli appassionati attaccano le mani alle reti di sicurezza per cogliere qualche attimo speciale. Dal 2018, ci spiegano, il Grooming (calpestare e scavare la propria casella di partenza fino a rendere perfetto il grip) è stato abolito e i piloti devono presentarsi da soli al cancello del via.

Sono attimi tremendi, l’agitazione è pari a quella dei grandi esami. Diversamente dai campionati di velocità, dove le sensazioni saranno più o meno le stesse, qui nessuno fa nulla per nasconderlo. C’è chi urla, chi carica pesanti manate di gas, chi si sbatte le mani sul casco, chi invece continua a buttare il busto in avanti come un musulmano in preghiera.

Poi i secondi. 

Ne mancano 15.

Ne mancano 5.

Limitatore.

Nodo in gola.

Partenza.

Il cancello si abbassa  e moto partono ad una velocità spaventosa in un boato collettivo, alzando fango e sabbia su meccanici e ombrelline mentre il pilota si lancia verso la prima curva, quella dell’Holeshot. Poi la gara, con la strana sensazione di vedere sugli schermi ciò che sta succedendo davanti a noi.

La MXGP da bordo pista

La MXGP da bordo pista

La prima gara della classe regina, la MXGP, l’abbiamo vista da un’altra prospettiva. Per prima cosa siamo riusciti ad entrare sulla griglia di partenza a mezzo metro da piloti che, a guardarli negli occhi, sono lontani chilometri. Sembrano coperti da una pesante membrana ovattata, carpiscono le informazioni utili e lasciano fuori qualunque distrazione. O almeno, appunto, così sembra. Mentre le moto vengono portate sulla casella del via ci dirigiamo alla fine della prima curva, così la partenza risulta ancora più impressionante.

Difficile spiegare l’enorme differenza tra una gara vista in televisione ed una dal vivo, sotto la grande porta marchiata Monster Energy che decreta la linea del traguardo. In questo caso la pericolosità e lo sforzo fisico tipiche di questo sport ci passano davanti agli occhi in maniera estremamente nitida.

Il podio poi, è davvero una cosa bellissima. I piloti si scambiano opinioni, brindano insieme, discutono della gara. In conferenza stampa è lo stesso. D’altronde quando si rischia così spesso è difficile volersi del male. Se vi capita l’occasione di assistere a una giornata di gare, fatelo subito.

- Autore Cosimo Curatola

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